domenica 20 settembre 2026

Il Veneto, il fine-vita e il "magistero" di Luca Zaia

 Da Il Ticino, 11 settembre 2026

Il Veneto, il fine-vita e il “magistero” di Luca Zaia

Come noto, il 2 settembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una legge in materia di procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Si tratta di una legge incostituzionale, se non altro per aver invaso una competenza esclusiva statale, e che dunque è auspicabile venga impugnata dal Governo dinanzi alla Corte costituzionale.

Colpiscono poi alcuni passaggi di interviste alla stampa del Presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, con cui egli difende la legge anche sul piano teologico e morale. Affermazioni che denotano l’ignoranza di elementari nozioni della Dottrina cattolica.

Afferma Zaia a Repubblica del 3 settembre: “È giusto che la Chiesa tenga un profilo alto, a tutela della vita, ma è altrettanto vero che noi istituzioni siamo chiamati ad applicare le leggi. La differenza tra me e un prete è che io devo applicare una legge, e il prete no”. Poiché nella medesima intervista il Presidente si definisce cattolico, è palesemente contraddittorio aver promosso una legge che contrasta la necessaria difesa della vita. Inoltre, l’istituzione regionale deve applicare le disposizioni di propria competenza, non quelle di competenza statale. Infine, va ricordato che a nessuna istituzione è concesso applicare disposizioni in conflitto con la dignità umana, nemmeno se imposte da un potere superiore.

Ancora egli afferma a Il Nord Est, in risposta al Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, critico nei confronti della legge: “come ho detto in passato anche a lui, la Chiesa si occupa dell’anima e noi dei corpi”. E’ incredibile che il Presidente ignori le opere di misericordia corporale profuse universalmente dalla Chiesa in due millenni. Così come non colga che l’autorità secolare debba perseguire il bene comune, che non è soltanto il bene dei corpi (ammesso e ovviamente non concesso che dare la morte a un ammalato sia prendersi cura del suo corpo). Il bene comune include infatti il bene dell’anima, ad esempio con l’educazione, l’istruzione, la professione religiosa, ecc.

Con il mese di settembre riprendono nelle parrocchie gli incontri di Catechismo: una occasione per molti, forse anche per politici e amministratori.

Marco Ferraresi


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