venerdì 21 maggio 2021

Video-intervento sul ddl Zan

Qui il mio intervento sul ddl Zan nella puntata de "Il quarto d'ora accademico", diretta da Rodolfo Faldini del Centro Culturale Pavia Città Sana

lunedì 22 marzo 2021

Il lavoro, chiave della questione sociale: audio di Radio Maria

Qui la puntata di Radio Maria del 20.3.2021 sulla dottrina sociale della Chiesa: ho effettuato un intervento su "Il lavoro, chiave della questione sociale"

giovedì 18 marzo 2021

Il lavoro nella Dottrina sociale della Chiesa: sabato 20.3, ore 21, Radio Maria

Sabato 20 marzo, ore 21, intervengo su Radio Maria per parlare del lavoro nella Dottrina sociale della Chiesa. Qui il programma della trasmissione

venerdì 19 febbraio 2021

Scuola Nazionale di Dottrina Sociale della Chiesa

Qui il programma della Scuola Nazionale di Dottrina Sociale della Chiesa. Il 21 maggio 2021 terrò un incontro su "Il lavoro, chiave della questione sociale"

sabato 21 novembre 2020

Biden: i cattolici hanno poco da esultare

da il Ticino 12.11.2020

In attesa dell’esito dei ricorsi legali di Trump sul regolare svolgimento delle elezioni negli USA, si registra in ambienti cattolici la soddisfazione per il risultato ottenuto da Joe Biden, ben sintetizzata in un tweet di Avvenire del 7 novembre 2020: “Joe Biden, lo zio buono che deve rimettere insieme l’America”. In vero, se il Magistero della Chiesa sui principi non negoziabili (ribadito energicamente negli insegnamenti di San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) ha ancora qualche significato per i cattolici, occorrerebbe piuttosto essere preoccupati dell’elezione di Biden.

Bisognerebbe infatti ricordare come vi è una gerarchia nei valori: per fare un solo esempio, non si possono mettere sullo stesso piano i bambini in grembo alle madri e la questione delle emissioni atmosferiche. E mentre i programmi politici e le scelte concrete di Trump sono sicuramente ispirati al favore per la vita, quelli di Biden (e ancor più della vicepresidente Kamala Harris) sono marcatamente abortisti.

Qualche semplice annotazione. Trump in questi anni ha nominato tre giudici pro life alla Corte Suprema degli USA, ponendo le premesse per l’auspicato superamento dell’infausta pronuncia Roe v Wade del 1973, che in sostanza ha imposto il riconoscimento del diritto di sopprimere la vita nascente in tutti gli Stati degli USA. Biden ha affermato, dopo la recente nomina del giudice Amy Coney Barrett (donna, moglie, madre di sette figli e, appunto, pro life): “Se sarò eletto, la nomina fatta dal presidente Trump dovrebbe essere revocata”.

Trump ha tagliato i fondi pubblici all’industria internazionale dell’aborto con la normativa Protecting Life in Global Health Assistance; e a quella nazionale – come la famigerata Planned Parenthood – attraverso la Title X Protect Life Rule. Suo prossimo obiettivo è limitare ulteriormente il finanziamento proveniente dal gettito fiscale e proibire l’aborto oltre un certo tempo di gestazione. Biden, la cui campagna elettorale non a caso è stata generosamente finanziata da Planned Parenthood, con la sua “Agenda per le Donne” del 27 luglio 2020 ha promesso di ribaltare queste riforme pro life di Trump. A ciò si aggiunga il preciso, articolato programma di Biden in favore della lobby LGBT e delle teorie gender.

In sintesi, non vi è nulla di cattolico in questa esultanza pro Biden dei cattolici.

Marco Ferraresi

domenica 27 settembre 2020

Recensione a Danilo Castellano, Del diritto e della legge

Sul sito dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan, sulla Dottrina Sociale della Chiesa, la mia recensione al bel libro di Danilo Castellano, Del diritto e della legge – Oltre la legalità della Modernità e il diritto come “pretesa” della Postmodernità, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2019: v. qui

domenica 13 settembre 2020

Charlie Hebdo: esiste una "libertà di bestemmiare"?

Charlie Hebdo: esiste una “libertà di bestemmiare”?

da Il Ticino dell'11.9.2020

Il 2 settembre si è aperto a Parigi il processo penale nei confronti degli imputati per l’attentato terroristico di matrice islamica, compiuto nel 2015 presso la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo. Ci si augura che ai responsabili sia comminata la giusta pena, proporzionata all’inaudita gravità dei delitti commessi. 

Per l’occasione, la testata francese ha ripubblicato la serie di vignette che dileggiano Maometto e che hanno scatenato la furia omicida dei terroristi. Inoltre, il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, nella conferenza stampa per l’inizio del processo, ha affermato che “fin dagli inizi della Terza Repubblica c'è stata in Francia una libertà di bestemmiare che è legata alla libertà di coscienza. Sono qui per proteggere tutte queste libertà. Non devo qualificare la scelta dei giornalisti. Devo solo dire che in Francia si possono criticare i governi, un presidente, bestemmiare, ecc.”.

A un livello minimale, ci si dovrebbe domandare se si tratti di parole equilibrate in bocca a un Capo di Stato; se la libertà di bestemmia sia compatibile con il concetto di fraternité che è nel motto della République, come egli lascia presumere; di quale coscienza il Presidente stia discorrendo. Ancora, in un periodo storico in cui si è molto sensibili a stigmatizzare ogni cosiddetto discorso d’odio, se tale non sia proprio quello proferito da Macron, il quale sostiene la libertà di insultare Dio, i Santi, le Persone rilevanti per una confessione religiosa.

Ma l’analisi andrebbe approfondita, perché è in gioco, in definitiva, la questione di cosa sia un diritto di libertà, di cosa sia la coscienza. Nella mentalità del leader francese, evidentemente, il diritto prescinde dal bene o dal male: si può essere titolari persino di un diritto a compiere un male, anche un male grave, sfociante nella blasfemia. Inoltre, la coscienza non è concepita come luogo in cui la persona umana possa riconoscere la verità e aderirvi, cogliere ciò che bene e compierlo. Al contrario, in una simile prospettiva, la coscienza rivendica la pretesa di essere, essa stessa, produttrice di verità. Quella ovviamente, tutta relativistica, concepita insindacabilmente dall’individuo.

Marco Ferraresi