lunedì 17 aprile 2017

I volti della morte e la vittoria di Cristo: omelia del Vescovo di Pavia

Merita segnalazione l'omelia del Vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, nel giorno di Pasqua. Qui il testo intero. Di seguito, un passaggio significativo:
"la morte ha altri volti, più nascosti, o più tollerati e giustificati, nella nostra cultura così povera di ragioni grandi per vivere e per sperare: ha il volto dei milioni di bambini che non sono nati, perché privati della loro vita ancora nel grembo; ha il volto di malati che, schiacciati dalla sofferenza e dalla disperazione, scelgono di farsi togliere una vita, divenuta per loro intollerabile, senza significato; ha il volto di donne, spesso povere, che per soldi prestano il loro grembo per ospitare una creatura che poi dovranno cedere ad altri; ha il volto di giovani e adolescenti che buttano via la loro esistenza, nelle notti di un divertimento artificiale, nell’alcool, nella droga, in una sessualità sempre più banale, svuotata di tenerezza, talvolta violenta.
Sì, carissimi fratelli e sorelle, c’è un duello drammatico tra la morte e la vita, tra il bene e il male, tra la speranza e il nulla, e a volte abbiamo l’impressione che la morte sia più forte, che il male faccia più impressione e presa. Eppure, proprio la risurrezione di Gesù irrompe come una luce che nessuna tenebra può soffocare: «Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa». Tutto sembrava finito e concluso nel silenzio di quella tomba, e invece, Cristo, attraversando fino in fondo il buio della sofferenza e della morte, ha aperto un varco alla Vita, ha spalancato per tutti noi la via alla risurrezione!"

Messa in riparazione dei peccati contro la vita umana

Mercoledì 19 aprile 2017, alle ore 18, nella Cappella del Policlinico S. Matteo, via Forlanini, Pavia, sarà celebrata una Santa Messa in riparazione dei peccati contro la vita umana. Qui la locandina

domenica 9 aprile 2017

Rassegna stampa sulla legge sul "fine vita"

Di seguito, il recente articolo sulla legge sul "fine vita" di Francesco D'Agostino, Presidente Unione Giuristi Cattolici Italiani. Sono quindi riportate prese di posizione sul tema di segno contrario, da parte mia e di altri commentatori:

Francesco D’Agostino, Presidente UGCI Nazionale e Presidente Emerito del Comitato Nazionale di Bioetica:
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/non-tutto-eutanasia-la-storia-chiede-coraggio 

Mauro Ronco, Professore Ordinario di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Padova e Presidente del Centro Studi Livatino:
http://www.centrostudilivatino.it/appello-di-oltre-250-giuristi-sono-chiamate-disposizioni-anticipate-di-trattamento-la-sostanza-e-eutanasia/ 

Mario Melazzini, Medico, malato di Sla, Direttore Generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa):
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-dignit-della-vita-di-fronte-alla-fine 

Filippo Maria Boscia, Presidente Associazione Medici Cattolici Italiani:
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/per-buone-dat-c-lavoro-da-fare 

Marco Ferraresi, Consigliere Centrale UGCI e Presidente Unione Locale UGC Pavia:
http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-caro-d-agostino-sulle-dat-non-mi-rappresenti-19413.htm#.WOfAeNLyjc 

Giacomo Rocchi, Magistrato di Cassazione (prima sezione penale e sezioni unite penali):
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ora-per-avvenire-va-bene-la-morte-di-eluana-englaro-19421.htm 

Gian Luigi Gigli, Neurologo, Deputato, Presidente del Movimento per la Vita:
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-rischio-mortale-che-non-si-vuol-vedere 

Unione Giuristi Cattolici di Piacenza:
http://www.giuristicattolicipiacentini.it/materiali-25/comunicati-stampa/4-4-2017-ddl-dat.html 

Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste e Presidente dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan:
http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-crepaldi-datuna-leggeinaccettabile-19456.htm#.WOfJp9Lyjcs 

Riccardo Gotti Tedeschi, Avvocato:
http://formiche.net/2017/04/06/dat-cavallo-troia-si-chiama-eutanasia/ 

Intervista a Giovanni Zaninetta, ex Presidente Società Italiana di Cure Palliative:
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/zaninetta-le-cure-palliative-sono-altro 

Marta Moriconi, Intervista a Marco Ferraresi:
http://www.intelligonews.it/spiritualita/articoli/7-aprile-2017/59657/la-chiamano-dat-ma-e-eutanasia-per-il-prof-ferraresi-giuristi-cattolici/

Sandro Magister:
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/04/10/da-lovanio-a-roma-leutanasia-dei-principi-non-negoziabili/

Andrea Mainardi su Formiche:
http://formiche.net/2017/04/02/tutti-gli-ultimi-subbugli-tra-giuristi-cattolici-su-dat-eutanasia-e-biotestamento/

venerdì 7 aprile 2017

DAT? Più precisamente, eutanasia

Il mio commento alla intervista di Francesco D'Agostino sul fine vita è stato ripreso da vari interventi, di cui si darà rassegna. Di seguito, una intervista di Marta Moriconi al sottoscritto sul medesimo tema, pubblicata in data odierna su IntelligoNews:
http://www.intelligonews.it/spiritualita/articoli/7-aprile-2017/59657/la-chiamano-dat-ma-e-eutanasia-per-il-prof-ferraresi-giuristi-cattolici/

"La chiamano Dat" ma è eutanasia per il Prof. Ferraresi (Giuristi cattolici)
07 aprile 2017 ore 14:00, Marta Moriconi

La chiamano Dat, ma è eutanasia. E' questa in sostanza l'opinione di molti giuristi cattolici, anche se non tutti sono d'accordo. Lo dimostra il confronto che si è aperto, anche con toni piuttosto accesi, sull'ultimo intervento del Presidente dell’Unione giuristi cattolici (e presidente emerito del Comitato nazionale per la bioetica) Francesco D'Agostino pubblicato da Avvenire dal titolo: “Sulle Dat necessaria una buona legge. Non tutto è eutanasia. La storia chiede coraggio”. All'interno scrive: "La storia ci impone di avere coraggio, di abbandonare in parte (solo in piccola parte!) il vecchio paradigma della medicina ippocratica e di contribuire alla costruzione di un paradigma nuovo e molto più complesso. E chi perde gli appuntamenti con la storia sarà costretto, prima o poi, a pentirsene amaramente. Adesso serve il dibattito in merito alla legge sul consenso informato, sulle dichiarazioni anticipate di trattamento e, più in generale, sul fine vita".
IntelligoNews ha deciso di aprire proprio una discussione sull'argomento, ospitando le opinioni di esperti e politici.
Oggi presentiamo il punto di vista di Marco Ferraresi, membro del Consiglio centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani e Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Pavia: "Con la legge sul fine vita - spiega - si consentirebbe la perdita definitiva della libertà”.

Professore, nella discussione della legge sul fine vita pare sia scoppiato il putiferio tra i Giuristi cattolici. E’ vero? 

"Il Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, Francesco D’Agostino, ha commentato su Avvenire in maniera essenzialmente positiva la proposta di legge sul fine vita. Ha affermato che essa non introdurrebbe alcuna forma di eutanasia e che, anzi, chi sostiene questa tesi forzerebbe l’interpretazione del testo. Io dissento".

La sua opinione dunque qual è?

"A mio avviso hanno ragione gli oltre 250 giuristi che hanno firmato l’appello del Centro Studi Livatino. La proposta di legge contiene evidenti disposizioni eutanasiche".

E quali sarebbero queste disposizioni?

"L’articolo 1 prevede il diritto del paziente di rifiutare o interrompere le terapie. E sono chiamate terapie anche l’idratazione e l’alimentazione artificiali. Il medico sarebbe obbligato ad eseguire la volontà del paziente o astenendosi dal salvarlo (eutanasia omissiva) o compiendo atti esecutivi, ad es. intervenendo per togliere una flebo alla persona in cura (eutanasia commissiva). L’articolo 2 prevede che, per i minori e gli incapaci, rifiuto e interruzione siano decisi dai genitori o tutori. Infine, l’articolo 3 obbligherebbe il medico ad attenersi al rifiuto o alla interruzione anche se espressi mediante le DAT, cioè “disposizioni” anticipate (e vincolanti) di trattamento. Disposizioni redatte in previsione di una eventuale futura malattia, magari a molti anni di distanza".

Ma queste norme non tutelerebbero meglio la libertà della persona?

"Direi piuttosto che queste norme consentirebbero di perdere definitivamente la libertà, insieme alla vita. Mentre il diritto italiano attuale protegge inderogabilmente la vita di un malato – anche con la punizione di reati come l’omicidio del consenziente o l’istigazione al suicidio – con questa legge la vita diventerebbe un bene relativo, rinunciabile. E il medico potrebbe essere obbligato a operare il contrario di quanto la sua professione esige, cioè salvare la vita del paziente, prendersi cura del malato. Si osservi a tal proposito che non è prevista l’obiezione di coscienza. Quanto ai minori e agli incapaci, la loro vita sarebbe nelle mani dei rappresentanti legali. Ben oltre, dunque, la stessa sbandierata “autodeterminazione”.

Secondo lei c’è contraddizione tra le parole di D’Agostino e quelle del Presidente della CEI, Angelo Bagnasco?

"D’Agostino parla da giurista, Mons. Bagnasco come Pastore della Chiesa. Hanno dunque un approccio diverso. Però mi pare che le rispettive valutazioni della proposta di legge siano di segno diverso. Al di là di ciò – questo soprattutto mi preme – ritengo che i giuristi cattolici debbano opporsi senza ambiguità a leggi che introducano il “diritto” di darsi e di dare la morte e di pretendere, in ciò, l’altrui collaborazione. Il quinto comandamento, “non uccidere”, non può essere abrogato da nessuna autorità umana".

venerdì 31 marzo 2017

Risposta a D'Agostino, che sul fine vita sbaglia

Dissento radicalmente dal commento di Francesco D'Agostino, Presidente nazionale UGCI, in tema di fine vita, pubblicato su Avvenire del 30.3.2017. Di seguito, la mia risposta, pubblicata su La Nuova Bussola Quotidiana, qui:

Caro D'Agostino, sulle Dat non mi rappresenti
Marco Ferraresi*
31-03-2017

In un articolo pubblicato su Avvenire il 30 marzo, il Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, Francesco D’Agostino, ritiene che la proposta di legge sul fine vita “non è in alcun modo finalizzata a introdurre in Italia una normativa che legalizzi l’eutanasia”. Chi ritiene il contrario leggerebbe il testo “in modo forzato”, analogamente a quanto farebbe un interprete “subdolo e malevolo”.

Quale membro del Consiglio centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani mi dissocio dalle considerazioni del Presidente, che dimostra a mio avviso di non aver compreso il testo della proposta di legge. Esso introdurrebbe, eccome, l’eutanasia nel nostro ordinamento. Lo argomenta bene l’appello del Centro Studi Livatino firmato da oltre 250 giuristi. Tra i profili critici delle riflessioni di D’Agostino, ne sottolineo tre.

In primo luogo, la proposta di legge snatura la professione medica, conferendo al paziente un potere sulle determinazioni del medico: il testo della proposta infatti prevede il diritto del paziente di dettare “disposizioni” di trattamento, che il professionista sarebbe obbligato ad eseguire.

In secondo luogo, il testo in discussione alla Camera prevede sì alcuni limiti alla volontà del paziente (la non contrarietà a norme legali, alla deontologia e alle buone prassi clinico-assistenziali). Ma questi limiti – a parte la loro genericità e dunque manipolabilità in sede giudiziale – sono contemplati unicamente per la richiesta positiva di applicazione di trattamenti sanitari. Al contrario, i limiti non operano con riguardo, in negativo, al “diritto” del paziente di rifiutare o interrompere le terapie e finanche l’idratazione e l’alimentazione artificiali (si v. gli artt. 1, comma 7, e 3, comma 4), queste ultime considerate tout court delle terapie. Con la conseguenza che il medico potrebbe essere costretto dal paziente ad atti eutanasici anche commissivi (per es. togliere una flebo contenente un antibiotico di rilievo vitale).

In terzo luogo, l’articolo di D’Agostino tace su altri profili gravi del testo in discussione, come l’eutanasia di minori e incapaci, decidibile dai genitori e tutori, a meno che un medico non si opponga e il giudice dia ragione al medico (cfr. art. 2).

Che proprio il Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani si esprima in questo modo su punti così delicati, che ineriscono al diritto alla vita e al comandamento di non uccidere, non può che suscitare dolore e sconcerto.

* Consigliere centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani
   Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Pavia

sabato 25 marzo 2017

Verità per Pio XII (a proposito dell'opera "Il Vicario")

Articolo pubblicato su Il Ticino, nella rubrica dell'Unione Giuristi Cattolici di Pavia "Beato Contardo Ferrini"

VERITÀ PER PIO XII

Tra le idee maliziose astutamente suggerite e le mezze verità ben manipolate che hanno il potere di attecchire pervicacemente nelle menti di molti, trasformandosi in veri e propri “miti” della cultura contemporanea, figura, da molti anni, quella secondo cui Papa Pio XII non si sarebbe opposto in alcun modo agli orrori della Shoah. Nulla di più falso.
L’otto giugno del 1963, Mons. Giovanni Battista Montini inviò alla rivista britannica The Tablet una lettera (consultabile all’indirizzo http://www.lovatti.eu/st/montini.htm) in cui si complimentava col direttore per la difesa della verità storica «dei fatti, della logica, anzi del buon senso», contro le teorie mistificatorie messe in scena dal dramma teatrale Der Stellvertreter (Il Vicario).
In questa pièce, lo scrittore tedesco Hochhuth aveva inteso denunciare l’inattività con cui, a suo parere, Pio XII aveva risposto al massacro degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Chiara la presa di posizione di Montini, il quale concluse che «non si gioca con questi argomenti e con i personaggi storici che conosciamo con la fantasia creatrice di artisti di teatro, non abbastanza dotati di discernimento storico e, Dio non voglia, di onestà umana. Perché altrimenti, nel caso presente, il dramma vero sarebbe un altro: quello di colui che tenta di scaricare sopra un Papa […] gli orribili crimini del Nazismo tedesco».
A queste parole potrebbero accostarsi le innumerevoli dichiarazioni d’amicizia e ringraziamento che giunsero a Pio XII subito dopo la guerra da parte di migliaia di ebrei scampati alla morte grazie ad un suo intervento, diretto o indiretto; si potrebbero citare i moltissimi saggi storici (Graham, Rhodes, Spiazzi) che spazzano via in un sol colpo le pseudo-teorie di chi vorrebbe un papa Pacelli prono ai diktat nazi-fascisti, arrendevole nell’opposizione al male, pavido innanzi al pericolo; si potrebbe rammentare un recentissimo paper (McGoldrick, 2012) in cui si dimostra come lo sforzo del pontefice contro le potenze dell’Asse giungesse financo a disporre investimenti nelle industrie manifatturiere statunitensi.
Spiace constatare come molti teatri (tra i quali il Fraschini di Pavia e il Dell’Elfo a Milano) abbiano recentemente deciso di riproporre al vasto pubblico questa rappresentazione teatrale calunniosa e storiograficamente poverissima, associando così il proprio benemerito nome alla schiera dei propalatori di menzogne e sovvertitori della verità.

Giacomo Alberto Donati

giovedì 2 marzo 2017

Legge sul "fine vita". Comunicato Unione Giuristi Cattolici di Pavia "Beato Contardo Ferrini"

Comunicato sulla proposta di legge in tema di “fine vita”

La proposta di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, in discussione alla Camera, introdurrebbe, secondo il testo attuale, l'eutanasia nel nostro ordinamento pur senza menzionarla espressamente.
Costringerebbe il medico - per il quale non si prevede l'obiezione di coscienza - non solo a interrompere ogni terapia su richiesta attuale del paziente, ricomprendendo indebitamente tra le terapie pure l'alimentazione e l'idratazione artificiali (con le relative, letali conseguenze).
Ma vincolerebbe il medico stesso a dare esecuzione, anche quando vi consegua la morte, a disposizioni anticipate di trattamento del paziente per i casi di eventuale futura incapacità di questo.
Tali disposizioni potrebbero ritorcersi peraltro contro l’attuale volontà del paziente medesimo. E ciò sia perché è impossibile prevedere il proprio stato d'animo - e dunque le scelte che verrebbero effettuate - in una successiva fase di malattia; sia perché si rischierebbe la soppressione di pazienti con possibilità di ripresa e magari solo apparentemente incoscienti (come dimostra ad es. la vicenda di Massimiliano Tresoldi).
Si invitano pertanto i parlamentari a ritirare senza indugio il testo, per non rendersi responsabili, di fronte a Dio e agli uomini, di una grave colpa morale.

Unione Giuristi Cattolici di Pavia "Beato Contardo Ferrini"
Pavia, 2 marzo 2017